anseb associazione nazionale società emettitrice di buoni pasto

Informazioni generali

In seguito ad un processo di progressiva terziarizzazione dell'economia e di diffusione sempre più capillare di piccole e medie imprese, prende forma lo strumento del buono pasto, come vera e propria alternativa alle mense aziendali, già presenti sul territorio sin dai primi anni '70.

Erogati inizialmente solo in ipotesi specifiche e particolari, i buoni pasto hanno conosciuto un rapido incremento fino a raggiungere un volume d'affari annuo pari a 2,4 miliardi di euro (dati anno 2008), cifra particolarmente considerevole se rapportata al valore delle mense aziendali.

Le motivazioni di tale sviluppo sono riconducibili essenzialmente a due fattori:

Attualmente, in Italia, oltre il 40% dei lavoratori che pranzano fuori casa per motivi attinenti all'attività lavorativa, usufruiscono del buono pasto quale strumento di pagamento: le statistiche parlano di 2,5 milioni di lavoratori circa, suddivisi tra settore privato (1,6 milioni) e pubblico (600.000).

Gli esercizi convenzionati sono circa 120.000; nella quasi totalità si tratta di piccole e medie imprese. Le aziende e le pubbliche amministrazioni clienti sono 80.000.

Gli interpreti del mercato sono quattro: i datori di lavoro, le società emettitrici, gli esercizi erogatori dei servizi di ristorazione, i lavoratori. Le società emettitrici, che si avvalgono di una pi√π o meno vasta rete di affiliati/convenzionati, promuovono e vendono i buoni pasto ai datori di lavoro, che provvedono a somministrare gli stessi ai propri legittimati (lavoratori). I lavoratori-utilizzatori ricevono la prestazione di servizi sostitutivi di mensa dietro semplice presentazione del titolo, che viene ritirato dal locale convenzionato e successivamente restituito alla originaria società emettitrice con contestuale emissione di fattura volta al riconoscimento di un corrispettivo.